psicoterapia infantile

Nel percorso di crescita di ogni bambino, i punti di riferimento sono fondamentali per assicurare la serenità.

Abbiamo già parlato in precedenza di come un comportamento errato di alcuni genitori possa influire negativamente sull’autostima dei figli.

Ogni fase della vita dei più piccoli comporta un livello di conoscenza di sé stessi, della realtà circostante e degli altri; questi processi, tuttavia, non sono semplici ma possono incontrare ostacoli che creano disagi o disturbi.

In questo contesto la psicoterapia infantile, in diverse circostanze, può tornare utile per garantire un intervento terapeutico mirato ed in grado di essere una soluzione al problema vissuto dal bambino, sia esso un disturbo del sonno, dell’alimentazione, psicosomatico o psicotico.

Se da un lato, il primo a trasportare la psicoterapia nel mondo infantile fu Freud, dall’altro lato è a Melanie Klein che si deve il ricorso al gioco come elemento fondamentale per stabilire il rapporto di dialogo con i pazienti più piccoli.

Ma perché il gioco? Perché in esso viene liberata la fantasia ma non ci si discosta mai completamente dalla realtà ed – alla fine dei fatti – il gioco non è altro che la rappresentazione ludica della vita affettiva e reale del bambino.

Psicoterapia infantile: obiettivi

La psicoterapia infantile si propone come obiettivo quello di indagare la causa della sintomatologia manifestata dal bambino, analizzando i suoi comportamenti alla luce della situazione familiare, delle relazioni che il piccolo instaura con il mondo esterno, anche per escludere l’eventuale presenza di patologie.

Psicoterapia infantile: sintomatologia

La psicoterapia infantile è caratterizzata da diversi approcci, applicati anche a seconda del disturbo da trattare e tenendo sempre in considerazione l’età del bambino.

Più nello specifico, ad ogni sintomatologia, corrisponde un filone preciso della disciplina, così per come indicato di seguito:

  • Disturbi del linguaggio, dell’articolazione e ritardi: questo quadro problematico necessita di interventi terapeutici sui comportamenti del bambino, con il fine di rieducare.
  • Disturbi cinetici, disprassie: in questi casi, l’approccio seguito dalla psicoterapia infantile è quello psicomotorio che tende al superamento delle situazioni problematiche mediante la valorizzazione dell’aspetto ludico, esercizi a corpo libero, tecniche di rilassamento.
  • Comportamenti disfunzionali: più un generale, l’approccio comportamentale seguito della psicoterapia infantile, si rifà alle pratiche del condizionamento operante, la cui applicazione consente al bambino – passo dopo passo – di procedere all’adozione di comportamenti adattivi che, di volta in volta, si sostituiscano a quelli disfunzionali.
  • Conflitti relazioni e psicologici: in questo caso, lo specialista – dopo un’attenta e mirata valutazione medica – potrebbe privilegiare l’approccio psicoanalitico che indaga più in profondità i conflitti vissuti dal bambino ed il suo inconscio. Questo filone della psicoterapia infantile, quindi – mediante il ricorso a giochi e disegni – si concentrerà anche sui comportamenti latenti assunti dal bambino.

Chiaramente, si deve instaurare un rapporto di reciproca fiducia tra il piccolo paziente e lo psicoterapeuta, tale che lo specialista sia punto di riferimento per il bambino.

In questo processo – a volte anche complicato – un ruolo principale è quello esercitato dalla famiglia affinché tutti i membri – consapevoli di quanto accade – concorrano al superamento delle problematiche evidenziate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *