“Mi dispiace, non rileviamo più il battito cardiaco del bambino.” Poi il miracolo…

Cinque anni fa, i genitori di Noah Ignacio Guzman, hanno ricevuto una sorpresa dalla vita. Quando il bambino nacque, al Mount Sinai Hospital di Chicago, nell’Illinois, pesava meno di due chilogrammi. Ma quella non è stata affatto la parte più preoccupante… Jocelyn Robinson, la sua mamma, si è precipitata in ospedale, dopo gravi complicazioni della gravidanza e forti emorragie.

“Avevo tanta paura , paura per il mio bambino… le cose peggioravano sempre di più”, racconta Jocelyn. Durante l’ecografia, i medici non riuscivano ad individuare il battito cardiaco del bambino. “Quando mi hanno detto che era morto, che il suo cuoricino non batteva più, è stato come se mi avessero dato una pugnalata. Sono scoppiata a piangere, sembrava un incubo e io volevo solo svegliarmi.” Jocelyn aveva la placenta previa, una condizione in cui la placenta blocca la cervice. La donna continuava a perdere sangue e i medici decisero di intervenire all’istante. La prepararono subito per l’operazione, ma ciò che quel giorno, è accaduto in quella sala operatoria, è stato un qualcosa di incredibile. Il bambino era ancora vivo! E’ stato portato immediatamente in terapia intensiva. “Non ci ho capito nulla, ho visto solo i medici di correre e di passarsi velocemente il mio bambino. Urlavano ‘è vivo, è vivo’. Ho iniziato a piangere, non riuscivo a crederci”. Noah è nato il giorno del Ringraziamento e, nonostante l’orribile episodio e il fatto che sia nato prematuro e sottopeso, la sua salute era in ottime condizioni.

“Dio aveva ascoltato le mie preghiere, Noah era un miracolo”.

Quello che è iniziato come un giorno terrificante e tragico, è diventato un momento indimenticabile per Jocelyn e Ignacio, il papà.

Perfino i dottori sono rimasti increduli, non capita spesso di non rilevare un battito cardiaco e poi ritrovarsi i testimoni di un miracolo.

Una storia meravigliosa, che ci ha fatto piangere e poi ridere il cuore.

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