Cos’è la procreazione assistita?

Ci sono molte coppie che non riescono o non possono avere figli, per diversi motivi. In questo caso, la maggior parte delle coppie, decide di ricorrere alla riproduzione assistita. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

La riproduzione assistita comprende tutte quelle tecniche mediche e di laboratorio, che permettono ad una donna di procreare. Quando si decide di ricorrere alla riproduzione assistita, per prima cosa, la coppia viene sottoposta a delle analisi specifiche, per individuare il problema e trovarne più facilmente una soluzione. I motivi per cui i gameti femminili e quelli maschili non si incontrano, possono essere moltissimi, e alle volte sconosciuti.

Ci sono varie tecniche di riproduzione assistita molto semplici, che prevedono una manipolazione minima dei gameti sia femminili che maschili. Al contrario, ci sono altre tecniche che comportano, nella maggior parte dei casi, la fecondazione in provetta, ed il successivo trasferimento dell’embrione nel corpo della donna. Vediamo quali sono tutte le tecniche di riproduzione assistita.

MONITORAGGIO DELL’OVULAZIONE

La donna viene sottoposta ad una sequenza di ecografie giornaliere, dalla fine delle mestruazioni fino all’arrivo dell’ovulazione. Dalle ecografie, si può verificare se l’ovulazione avviene e controllare la crescita del follicolo.

STIMOLAZIONE DELL’OVULAZIONE

E’ una tecnica indicata per le donne che hanno cicli privi di ovulazione, o con ovulazione irregolare. In questi casi, alla donna vengono somministrati dei farmaci che servono a stimolare la produzione dei follicoli, per aumentare le possibilità di fecondazione dell’ovulo.

INSEMINAZIONE

Consiste nell’introdurre gli spermatozoi del partner, nel corpo della donna, per permettere l’incontro con l’ovocita. Gli spermatozoi possono essere inseriti nella vagina, nel canale cervicale o nelle tube. La tecnica più frequente consiste nell’inserire gli spermatozoi nella cavità uterina, attraverso un catetere.

FIVET

E’ una tecnica molto diffusa, derivante da un processo che dura 4 settimane. Per prima cosa, alla donna vengono somministrati dei farmaci che permettono alle ovaie di produrre una maggiore quantità di follicoli. Tramite delle ecografie, viene monitorata la crescita e la quantità di follicoli, fino al raggiungimento dello sviluppo desiderato. Una volta che i follicoli sono sufficientemente sviluppati, alla donna viene somministrata una dose di Hcg, per completarne la maturazione. A questo punto, vengono prelevati gli ovociti nella parete della vagina, tramite un ago, e vengono messi in contatto con gli spermatozoi, nel liquido di coltura. Dopo circa 20 ore, si controlla l’avvenuta fecondazione dell’ovulo, e in caso positivo, l’embrione viene trasferito attraverso un catetere nell’utero della donna.